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Ecco i trend da conoscere per capire come evolveranno le PR

Il mondo della comunicazione è in continua evoluzione. Questo è vero oggi, come lo era il secolo scorso e quelli prima. Il perché è semplice: siamo al cospetto di una realtà condizionata e che riceve influssi più o meno positivi, più o meno importanti, da praticamente tutto ciò che accade.

Realtà costantemente aggiornata

Pensiamo al Covid-19, che ha fatto schizzare le quotazioni di tematiche sociali su canali di comunicazione e social network, ma anche alle potenzialità intrinseche di un tweet o di un TikTok, capaci di decretare il successo o il fallimento di un’azienda. I cambiamenti a cui è sottoposto il modo di fare, intendere e veicolare la comunicazione sono enormi e questo si riflette sulle PR.

Ecco perché, per orientarci e prepararci al meglio al futuro, è importante avere presente a che punto siamo e conoscere i trend odierni. Ed ecco perché, prendere in considerazione le tendenze più recenti aiuta a procedere con consapevolezza e a modulare il proprio lavoro in prospettiva futura.

A che punto è il mondo delle PR?

Oggi, i professionisti delle PR non si occupano più solo di gestire gli stati di crisi, di buttar giù comunicati stampa e tenere rapporti per il lancio di notizie aziendali. Certo, queste restano prassi usuali, ma ora occorre possedere competenze “multi-digitali” estremamente variegate, operando tra regole SEO, social media marketing, influencer, tendenze e capacità di link building.

A ciò occorre sommare la sempre maggiore consapevolezza, ha portato consumatori e stakeholder a considerare le aziende come attori attivi, chiamati a un senso di responsabilità su questioni sociali, ambientali e politiche. Una tendenza che il Covid ha accelerato e posto al centro del dibattito, mutando profondamente l’agenda dei PR specialist.

In linea generale, poi, i social veicolano sempre più le notizie e si assumono il ruolo di vetrine virtuali per operazioni di marketing e vendita, con un grande coinvolgimento da parte del pubblico e ovvie implicazioni per le PR, chiamate a rispondere alle esigenze di consumatori e aziende, lavorando su contenuti dal grande coinvolgimento capaci di attirare click e like e sfruttando le potenzialità dei social come strumenti per veicolare lo storytelling e gestire la brand reputation.

Cambiamenti e nuove opportunità

Ed eccoci giunti al momento di scoprire i trend che hanno caratterizzato l’ultimo periodo del mondo PR. Partendo dal presupposto che in un contesto in continua evoluzione è fondamentale aggiornarsi costantemente per anticipare, intercettare e soddisfare le richieste del mercato, la tendenza odierna è quella di cercare il giusto compromesso tra tradizione e innovazione, operando principalmente lungo le direttrici della brand reputation, della consulenza strategica e della RSI (Responsabilità sociale d’impresa), principali aree di crescita per chi fa PR oggi.

Immaginando i prossimi cinque anni, oltre il 70% dei professionisti delle PR ritiene plausibile che il proprio lavoro avrà subito un radicale cambio di pelle, trovando una nuova collocazione e una nuova definizione. Pianificazione strategica, relazione con i media e i social saranno competenze fondamentali, così come le comunicazioni scritte, l’analisi dei dati e le tematiche di diversità, equità e inclusione. Soprattutto su quest’ultimo punto, il 2021 ha evidenziato la possibilità delle PR di raggiungere il massimo profitto occupandosi proprio diversità, equità e inclusione.

Dati sempre più centrali

Il cambiamento dell’approccio e del lavoro delle PR riguarda anche gli strumenti a disposizione dei professionisti. Oltre a mail e newsletter, infatti, è fondamentale monitorare l’impatto della comunicazione sugli stakeholder e valutare le possibili migliori strategie di coinvolgimento del pubblico. Per questo, servirsi del supporto dei preziosi dati SEO ma anche di software di gestione tipo HubSpot e MailChimp e, ancora, di strumenti analitici come Google Analytics e Twitter Analytics risulta spesso decisivo.

Passando alle modalità con cui i dati e le analisi possono influenzare le PR, si evincono nuovi punti di contatto tra il ruolo delle PR e quello del marketing per arrivare a rafforzare il brand: strategie che fondano la propria comunicazione sull’evidenza oggettiva dei dati e che, spingono più della metà dei professionisti a servirsi di software di analisi e di automazione della newsletter con cadenza mensile. È anche vero, però, che il rapporto con questi applicativi risulta spesso conflittuale, infatti, circa l’80% dei professionisti ammette di non sentirsi a proprio agio nel confronto con Analitycs, dati e database.

PR sempre più social

Oggi il mondo delle PR – e della comunicazione in generale – ha nei social il proprio cuore pulsante, con gli specialisti a utilizzare quotidianamente LinkedIn, Twitter, Instagram e Facebook, ritenuti (esattamente in questo ordine) dalle aziende le piattaforme strategicamente più importanti per la comunicazione. Non investire sul social media marketing vuol dire restare indietro e non sfruttare le potenzialità di mezzi che hanno ormai praticamente superato la capacità comunicativa di tv e radio nel far conoscere e crescere la propria azienda e il proprio brand.

Questo si riscontra anche nel fatto che circa un’azienda su due utilizza già da ora i social come principale mezzo comunicativo, con (nei prossimi tre anni) il dato pronto a salire a quasi il 60% delle imprese. Anche lato consumatori, la tendenza porta verso un sempre maggiore utilizzo dei social, con ben otto consumatori su dieci che si attendono un’interazione significativa con i propri clienti da parte delle aziende attive sui social e il 60% circa a considerare più appagante una connessione via social che la visita di un negozio reale.

Da qui, la necessità per le PR di creare e offrire ai clienti esperienze social interattive sempre più coinvolgenti; prospettiva che, per il 90% della classe dirigenziale, sarà fondamentale per decretare il successo aziendale. Le PR devono farsi trovare pronte a investire maggiormente nella gestione dei social e a dedicare più risorse per la creazione di contenuti multimediali. Insomma, il futuro delle PR sembra essere sempre più social e fatto di dati e analisi, senza commettere l’errore di sottovalutare il metaverso