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Influencer e brand, un mercato in ascesa

Tra creator e influencer, quello dei social media è un mercato in continua ascesa, con numeri che evidenziano una crescita esponenziale e senza sosta. Basti pensare che negli ultimi cinque anni, la creator economy ha visto il suo valore passare da meno di due miliardi di dollari l’anno a quasi dieci miliardi, con una crescita prevista di oltre quattro miliardi di dollari nel 2022.

Originalità e opportunità

Questo vero e proprio boom, da solo, giustifica la scelta di numerosi brand di legare la propria immagine ai creator di questo universo fatto di like, condivisioni e commenti. Un universo digitale in grado di raggiungere in modo mirato il proprio pubblico e veicolare messaggi ad hoc con un forte impatto nel reale.

La forza comunicativa di influencer e creator risiede in larghissima misura nella loro capacità di distinguersi ed essere originali. In un mondo sempre più omologato, infatti, chi riesce a emergere sui social, attira curiosità e consensi, costruendo attorno a sé una comunità fatta di persone con interessi simili. Questo bacino di internauti social rappresenta un’opportunità unica per i brand che scelgono di comunicare sui social network.

Ciceroni moderni

Anche perché, ogni influencer è, a suo modo, un Cicerone dei nostri tempi, capace di vestire i panni di una luce, un faro, da seguire e attraverso cui orientarsi nel marasma di informazioni e messaggi che invadono gli schermi dei nostri smartphone a ogni ora del giorno e della notte.

In questi porti sicuri, i brand possono cogliere occasioni per parlare direttamente al proprio target di riferimento, sostenuti dall’autorevolezza e dal favore che creator e influencer hanno su clienti reali e potenziali.

Clienti indifesi

Insomma, con uno sforzo e una spesa relativamente contenuti, è possibile raggiungere milioni di persone e far passare in modo diretto il proprio messaggio. Un messaggio che, nella stragrande maggioranza dei casi, arriva e genera una reazione.

Perché? Semplice, il pubblico non è sui social per acquistare qualcosa o in cerca di occasioni, ma semplicemente per svago e distrazione. In queste circostanze, le classiche barriere erette quando si vestono i panni dei consumatori e dei clienti cadono, lasciando passare il messaggio in modo sincero e diretto, in un flusso che non conosce stacco tra vita real-virtuale e comunicazione commerciale.

In altri termini, sui social network la pubblicità veicola meglio i propri messaggi perché parla a utenti che sono ben disposti ad ascoltare e accogliere ciò che una personalità fidata e “autorevole” come l’influencer ha da dire, restando sempre se stesso (o il personaggio che interpreta) in un continuum praticamente privo di paletti tra comunicazione aziendale e intrattenimento mordi e fuggi tipico dei social.

Affidarsi ai migliori… per la nostra azienda

Ovviamente, per le aziende, scegliere il content creator che meglio si sposi e incarni i propri valori rappresenta il primo passo per penetrare al meglio il mercato e massimizzare l’impatto del proprio messaggio. In questo, la componente di storytelling gioca un ruolo fondamentale per rendere il messaggio piacevole, accattivante, inclusivo, coinvolgente e meritevole di essere condiviso e apprezzato dagli utenti social.

La storia, poi, è un po’ sempre la stessa. Esattamente come capita con i personaggi televisivi e gli spot tv, risulta fondamentale individuare e affidarsi ad ambassador e testimonial capaci di migliorare l’immagine del brand e personificarne al meglio i valori, aumentando e consolidando la brand awareness e, ovviamente, le vendite. Non è sufficiente affidarsi all’influencer con più followers, ma occorre operare una scelta consapevole e ponderata, sfruttando al meglio l’originalità e le capacità del creator, lasciando semplicemente che continui a fare e a essere quello che sui social è sempre stato.

In questo modo, sarà più semplice dare vita a un post capace di toccare le giuste corde e far apprezzare il proprio brand a un pubblico largo e variegato. Sì, perché, una volta postato, i social moltiplicano le possibilità che il contenuto raggiunga una larga base di potenziali clienti e, di conseguenza, le probabilità di interazione: dal like all’acquisto del prodotto pubblicizzato.

Come scegliere il proprio influencer

Tre le modalità principali per individuare il creator perfetto per il proprio marchio. La prima, category fit, prevede la scelta in base alla categoria che accomuna brand e influencer. Si tratta di una possibilità estremamente efficace, valida specie per quella tipologia di prodotti che necessitano di essere presentati e testati, traendo giovamento dell’esperienza dei creator sul tema. Con la modalità denominata lifestyle fit, invece, il discrimine è rivolgersi a creator che possono anche essere utilizzatori del prodotto.

Infine, nel craft fit, sarà l’accostamento inatteso e, spesso, spettacolare di realtà apparentemente parallele a generare qualcosa di unico e altamente comunicativo. Un approccio, per certi versi rischioso, ma che risulta molto efficace per tratteggiare la personalità del brand e, nel caso, dare una vera e propria sferzata a quella ormai consolidata che, forse, risulta ormai un po’ stantia e non al passo con i tempi.